lunedì 6 gennaio 2014

Barchette "folded" - orecchini

Acquistata finalmente la lamina adatta, ecco che qui in robe da gatti sono arrivate le prime "barchette in fold forming". Sì, ne parlo come se citassi un classico, perchè, in effetti, in rete vedo che più o meno chiunque si diletti di lamine e fili metallici non sfugge a questa lavorazione, a questo modello realizzato con la tecnica del fold forming.


Una lavorazione che, sto scoprendo, è intrigante più che mai. Perchè sentire la lamina che si deforma a seconda dei colpi di martello che si decide di imprimere è una cosa affascinante, rilassante, totalizzante.


Dicevo, dunque, prime barchette. I difetti ci sono eccome: c'è da lavorarci su ancora tanto. E ben due prototipi mi ci sono voluti per capire più o meno come mettere a punto questi primi orecchini. Intendo, ad esempio, come fissare il filo in cui sono infilate le perle, per dare stabilità massima al tutto, o come realizzare la chiusura.


Ecco, la chiusura: avrei voluto evitare il "ponticello" che unisce le due estremità e su cui si inserisce la monachella ad amo. Uno dei due prototipi di cui vi dicevo ha proprio una chiusura senza ponticello, che tuttavia non mi soddisfa ancora, devo trovare una soluzione migliore... Insomma, come appunto detto, c'è ancora molto da lavorare. Intanto, eccole indossate queste prime barchette a fold forming.


Ciao a tutti!

venerdì 3 gennaio 2014

Rivetti e fluorite - braccialetti rigidi

Un altro braccialetto rigido e chiuso, dopo il primo esperimento.


Questa volta i rivetti sono due: oltre che utili (eh già, quando la saldatura è ancora tutta da scoprire...!), li trovo, infatti, anche a loro modo decorativi, per cui ho raddoppiato.


Un tocco di movimento con l'aggiunta di una perla di fluorite dal tono verde chiaro appena striato di viola e decorata con coppetta realizzata sempre, rigorosamente, a mano.


Il filo è appiattito e poi battuto, patinato e ripulito. Una delle attenzioni maggiori che dedico a questi bracciali con rivetto sta nel renderli più lisci possibile laddove i due estremi del filo si sovrappongono e laddove vengono trapassati dai rivetti: non sopporterei l'idea che le varie connessioni potessero minimamente dare fastidio sulla pelle o impigliarsi in qualche filo del maglione.


E un suo gemello, ma con battitura a linee parallele, è nato subito dopo.


Eccoli insieme.


Ciao a tutti!

mercoledì 1 gennaio 2014

Stella marina

Una stellina marina, un ciondoletto per una semplice catenina di rame.


Sì certo, la forma va migliorata, ma mi sta simpatica questa stellina marina, perchè è la prima che ho realizzato, e non sono voluta intervenire sulla prima lavorazione per modellarne il profilo.


Tagliata e rifinita a mano, martellata, leggermente imbutita, patinata con solfuro potassio e ripulita.


Una stella marina come augurio di un buon anno nuovo.


Ciao a tutti!

giovedì 26 dicembre 2013

Giro di boa

Natale che passa è sempre un giro di boa. E' vero che è soltanto da poco meno di una settimana che siamo entrati, secondo i calendari, ufficialmente nell'inverno. E' vero che, come in genere accade, il freddo più intenso e il tempo più brutto hanno ora tutto gennaio e febbraio per presentarsi e farsi sentire. Ma è anche vero, almeno per me, che il Natale che passa sgnifica una prima casella da spuntare nel mio costante conto alla rovescia verso la bella stagione. Ora, ne sono consapevole, arriverà quel periodo della stagione fredda che io sento sempre come il più lungo e poco sopportabile. Ma un passo, intanto, s'è fatto! Nel frattempo, per riscaldarmi il cuore e l'anima, stamattina rispolvero qualche scatto e qualche ricordo dell'estate passata...

...in viaggio







e a "casa"







Ciao  tutti!

sabato 21 dicembre 2013

Tre bracciali rigidi... a tutto rame

Una piccola carrellata, non fosse altro che per promemoria per me stessa: sono, infatti, gli ultimi lavori realizzati, e siccome di tempo ne è passato dalla loro produzione, per me rappresentano un monito a rimettermi finalmente al tavolo da lavoro nei prossimi giorni di vacanza! Si tratta di tre bracciali rigidi, declinati in forme diverse, dove il rame è il solo protagonista.


Il primo: lavorato a fold forming, patinato con solfuro potassio e lucidato.


La lamina è da 0.6, che con il fold forming risulta ancor più resistente di quanto non lo sia già di per sè.


Il bracciale è aperto, per lasciare quel minimo di gioco eventualmente necessario al passaggio di mani e polsi più o meno grandi.


Il secondo: un bangle leggero e discreto, di filo 0.2, appiattito e battuto, anticato e patinato con solfuro potassio e poi lucidato. La saldatura... eh già... la saldatura: se solo mi fossi data una mossa a sperimentarla... E allora che fare? Cold connection, chiusura a freddo! Un rivetto, fatto a mano, può risolvere a volte dei bei problemi!


Ho aggiunto come decorazione una perlina di vetro bianco-lattiginosa, con coppetta e chiodino a pallina, entrambi realizzati a mano. Forse l'effetto migliore per questo braccialetto sarebbe quello di indossarlo con almeno altri due o tre bangle uguali, magari decorati ognuno con una perlina diversa. Sperimenteremo...


Il terzo e ultimo: semplice rame battuto, come mi era stato richiesto.


E siccome la battitura qui non mi dava la stessa rigidità che regala alla lamina il fold forming, ho voluto rendere la forma più stabile e sicura chiudendo il cerchio. Come? Rivetto, necessariamente! ...sarà forse il caso di darsi una mossa e imparare a saldare?! Infine, anche per questo bracciale, solfuro potassio e lucidatura.


Ciao a tutti!

sabato 14 dicembre 2013

Scoperte...

Sono passati tre anni da che ho iniziato a occuparmi per diletto di fili e lamine di rame, pietre e perline. E mi sento di dire che le soddisfazioni e i momenti di gioia che questa passione mi ha regalato sono tanti, non soltanto quelli strettamente legati alla realizzazione di oggetti – che sempre combatte tra alti e bassi, slanci e delusioni, rincorrendo il tempo che non basta mai – e a tutto un mondo che questa passione ha cominciato a farmi scoprire, ma anche alle persone che su questa strada ho avuto l’onore di scoprire e conoscere, per lo più virtualmente, ma anche personalmente. Ecco, oggi voglio parlarvi e “mostrarvi” di una di queste. Sto parlando di una fatina dell’ago e del filo, o topina di Cenerentola, come si è definita lei stessa in un dolcissimo post: date un’occhiata QUI, e scoprirete le meraviglie che produce. Meraviglie che rallegrano anche la mia casa. Ve le mostro in questo post e ditemi voi se non ho ragione!


La stupenda stella marina con cuore e legnetto de "Il patchwork di Penny" mi riscalda il cuore ogni giorno, quando, spesso stanca e stressata, torno a casa dal lavoro: amo la casa, è il mio nido-rifugio, e questi oggetti hanno il potere magico di completare e amplificare le sensazioni di serenità e benessere che un luogo come la casa mi sa dare. Questa bellissima stella con cuore, che nel suo stile mi ricorda anche l’amato mare, è come una bacchetta magica: uno sguardo alla stella e al cuore e tutto è più bello, sereno, armonioso.


E poi, perfetta adesso che il Natale è alle porte, la ghirlandina made in “Il patchwork di Penny” che rallegra la porta di ingresso del salotto: non è tenerissima e bellissima? Con tanto di cannella e chiodi di garofano profumati, omino biscottino con cuore, candida neve e piccole bacche rosse, senza trascurare il tocco raffinato che regala il fiocchetto con le roselline.


E in cucina? Sotto la mensola si rincorrono due bellissimi pesciolini di legno! Dove li ho pescati… ne “Il patchwork di Penny”, naturalmente!


Ho conosciuto “Il patchwork di Penny” durante il mio primo (e unico) mercatino in quel di Aquileia. Il caso ha voluto che fossimo vicine di bancarella. E che bancarella la sua: sempre curatissima e piena di oggetti stupendi, raffinati e ricchi di magia. Lei è spesso in giro per mercatini (che grinta!) e io vi invito a seguire il suo blog per rimanere sempre aggiornati su dove potete trovarla: una visita al suo negozio itinerante merita davvero! Per gli oggetti che potete trovare, ma anche perché incontrerete una persona davvero speciale! Per chi non potesse raggiungerla ai mercatini, faccia un salto nel suo negozio on line, non ne resterà deluso!

Grazie di cuore Isabella.

Ciao a tutti!

martedì 26 novembre 2013

Il tempo e le accelerazioni - bracciale pieni e vuoti

Ci sono dei momenti di stasi, o, meglio, di stasi apparente, in quanto, in realtà, meditativa e meditabonda. Delle fasi che definirei quasi digestive, di ciò che finora si è masticato e macinato e cercato di far davvero proprio. Dei momenti in cui tiro il freno a mano: e sono quelli in cui ho la convinzione e la voglia estrema di provare a salire di un piccolo gradino, sperimentando una nuova tecnica (etching - per dire, innanzitutto - o saldatura...), ma ancora non lo faccio, perchè non mi decido ad attrezzarmi del necessario, perchè sento di non aver ancora studiato abbastanza, o forse anche perchè il mio inconscio - che sa bene quanta energia io ci metta nel cercare più o meno sempre la perfezione massima di cui io possa essere capace in un determinato momento -  mi protegge, bisbigliandomi che "no, questo non è il momento buono, hai già la testa così  impegnata e persa in mille altre cose che l'energia mentale di cui necessiti non è ancora sufficiente". Sono passati tre anni da che mi diletto di lamine e fili metallici, e con questi momenti, oggi, ormai ho imparato a convivere. In questi momenti a volte capita, però, che anche l'ordinaria amministrazione, ciò che in qualche modo è dato per acquisito, resti lì fermo al balcone a guardare, finchè non interviene uno scossone, un'accelerazione che rimescola all'improvviso le carte e mi risveglia dal torpore. E così è andata con questo bracciale semirigido o bangle.


Il corpo del braccialetto è rimasto, e non scherzo, per mesi modellato, ma incompleto, sul mio tavolo da lavoro. Mesi in cui ho cercato e provato, ogni volta che mi ricapitava tra le mani, di terminarlo, provando una soluzione sempre diversa per chiuderlo.


Prima un filo, poi delle perle, poi una grossa perla al lume... poi un anello. Sì, l'anello mi è piaciuto subito: l'ho texturizzato a martello imprimendo le stesse linee già scelte anche per il corpo del bangle, e ho deciso che quell'elemento sarebbe rimasto. Ma il bracciale ancora completo non era.


Ed è allora che è arrivata l'accelerazione. Una gradita richiesta di braccialetti mi ha finalmente spinta, nel giro di due giorni, sia a completare questo bangle, sia a produrne altri tre. Al tondo vuoto dell'anello che avevo già scelto di posizionare, ho avvicinato un tondo pieno, texturizzato a contrasto. E poi ho patinato tutto con solfuro potassio e successiva ripulitura.


Ma quanto è lungo questo post, quanto ho scritto?! Si vede che sono sotto effetto febbre, eh? Grazie a quanti hanno avuto la forza di leggere fin qui, ciao a tutti!