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mercoledì 14 agosto 2013

Agata e rame - orecchini

In questi ultimi tempi non ho lavorato molto seguendo il mio istinto, bensì seguendo le richieste che mi sono arrivate. Che soddisfazione! E non è stato "costrittivo" come quando mi domandano qualche cosa da realizzare dal nulla, seppur seguendo qualche vaga indicazione (che ne so, ad esempio: un colore, o che la persona cui è destinato l'oggetto è "un po' difficile"...): quando questo accade mi sento un po' bloccata, ma accetto con piacere la sfida, che mi permette di mettermi in gioco e sfidare me stessa. Ebbene no. Le richieste che ho ricevuto sono state tutte legate a oggetti o moduli che avevo già creato (come, ad esempio, le "vele" di cui vi dicevo nei post precedenti e vi dirò in ben altri due prossimi post).
Dunque, contentezza doppia: per le richieste ricevute e per il fatto che forse, allora, qualcosa di ciò che ho finora realizzato ha un suo perchè, se è stato richiesto nuovamente o in altre versioni. Una di queste richieste è stata la variazione in rosso del tema "madrepora e rame", orecchini realizzati mesi fa.


Per il rosso ho scelto un'elegante, discreta e, quando attraversata dalla luce, luminosissima agata rossa. Già utilizzata con l'ottone, quest'agata (credo che di questo si tratti), proveniente da una vecchia collana, mi affascina ogni giorno di più: per il suo colore caldo, la sua luminosità, la sua elegante capacità di rendersi discreta o vistosa a seconda di come la si voglia indossare, abbinandola a diversi modi di vestirsi.


La lamina di rame è texturizzata a martello con il motivo a me caro delle venature del legno. Anticata a fiamma fino a farle raggiungere colorazioni quasi rugginose -  di cui dicevo per i "madrepora e rame" -, lucidata e protetta, infine, da un leggerissimo velo di vernice trasparente ecologica.


Coppette in rame, anch'esse realizzate a mano, "proteggono" l'agata, unita alla monachella avvolta in un nodino a orefice. Piaceranno? Vedremo alla consegna...


Ciao a tutti!

martedì 16 aprile 2013

Esperimenti d'ottone - orecchini

Finalmente anche l'ottone è giunto tra le mie mani. Eh sì, perchè questo nuovo (per me, s'intende) metallo mi stuzzicava da troppo tempo ormai. Due cose, in particolare, mi portavano sulla strada dell'ottone: il suo colore non eccessivamente dorato e la mia ansia da ossidazione. Cerco di spiegarmi meglio, ma intanto eccolo qui il mio primissimo ottone.


Il rame tende a ossidarsi molto facilmente, come l'argento, ma in maniera più veloce. Questa cosa non mi preoccupa per i pezzi che tengo per me (so come eventualmente intervenire - cosa per altro molto semplice -), ma mi disturba molto quando penso ai pezzi andati ad altre persone. Mi preoccupa che non venga capito il fatto dell'ossidazione, che non si abbia quel po' di cura che ci porta, ogni tanto, a dare una passatina per portare i pezzi a nuova vita, e l'ansia mi pervade al pensiero che l'ossidazione del rame venga presa, in definitiva, per una fregatura: della serie "ho preso un bidone". Da qui la fissa di voler vedere come si comporta, invece, l'ottone: se la naturale ossidazione del metallo sia più lenta rispetto a quella del rame.

Ho scelto degli orecchini semplicissimi per questo primo esperimento. Perline di agata (credo) recuperate da una vecchia collana e un tondino di ottone lavorato a mano: tagliato, martellato, ossidato a fiamma, lucidato e incurvato. Ottone anche per il filo che regge l'agata, ma non per gli ami. Eh già, perché non sono riuscita a trovare filo d'ottone 0,80. Sicchè ho utilizzato del vecchio filo di rame dorato rimasto da tempo in un angolo della mia cassettina. Giusto un primo esperimento facile facile da cui ho percepito che la faccenda dell'ossidazione a fiamma cambia rispetto al rame. Per l'ossidazione "al naturale"... vedremo col tempo.

Ciao a tutti!