Posso dire di aver sempre amato la pietra, quella lavorata, scolpita, e quella al naturale, dalle dimensioni più piccole, che si sollevano con una mano, fino a quelle giganti delle stratificazioni geologiche che, così affascinanti, si mostrano nei paesaggi. Amo, perciò, i sassi. E ve ne sarete forse accorti dalle foto del mio blog, dove i sassi che tengo come soprammobile, raccolti in un piatto di legno assieme a legnetti di mare, si palesano in gran parte degli scatti con le mie creature metalliche. Sono sassi raccolti per lo più in riva al fiume - generalmente l'affascinate, bellissimo e a volte inquietante Natisone - durante le passeggiate d'autunno o di primavera. Spesso me li sono rigirata fra le mani, o mi sono messa davanti allo specchio posizionando i sassi più piccini sulle mie dita, a simulare un possibile anello, o imitando ciondoli e orecchini. Sì, perchè per me certi sassi, nella loro bellezza, sono veri gioielli. Qualche tempo fa sono passata dall'idea alla pratica. Ed è nato il primo, ma non ultimo, esperimento.
Dapprima su questo sasso scuro, liscissimo e sottilissimo ho creato solo il foro per far passare l'anellino che lo regge. Dopo giorni e giorni che il pendente è rimasto così, nudo e bellissimo sul mio tavolo, pochi giorni fa all'improvviso sono intervenuta, senza pensarci troppo, sulla sua superficie, applicando con un rivetto di rame fatto a mano una piccolissima decorazione argentata.
Qualcuno mi ha detto che era più bello prima. E forse quel qualcuno ha ragione. Ma trovo anche che la piccola decorazione, che altro non è che un distanziatore per perle, renda il ciondolo forse un po' più femminile.
Una catenella sottile di rame anticato chiude questa prima collana "sassosa". Ma la sasso mania è appena iniziata: ieri è nato un secondo ciondolo (rimasto così com'è al naturale) e ne sono in cantiere altri, oltre a un anello e, forse, degli orecchini.
Ciao a tutti!

