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martedì 19 agosto 2014

Grazie ragazze!

Gli incontri, virtuali o reali che siano, che regala questa passione del fare a mano sono, lo confermo per l'ennesima volta, uno degli aspetti più emozionanti dell'attività. Ho avuto, infatti, il privilegio di conoscere e incontrare un bel po' di persone speciali, che sento ormai come amiche. A loro spesso va il mio pensiero ("chissà come sta?", "sarà davvero felice dei miei goielli?", "farà bel tempo da lei?" e così via...), e le immagino ognuna nel proprio luogo di residenza in giro per l'Italia, legando anche le notizie che arrivano da determinati luoghi della penisola alle persone che proprio là vi abitano.
Oggi sono qui a scrivere per ringraziare di un "incontro" particolare, che mi è capitato lo scorso maggio. Particolare da più punti di vista: numerico (le ragazze erano 9!); produttivo (mi sono messa al tavolo da lavoro come in catena di montaggio per produrre in serie: bella sfida!); emotivo (i miei orecchini dovevano andare... in scena con le ragazze!).


Il grazie di cuore va a Paola, Paola Leoni, danzatrice di danza araba. Dovendo portare in scena lo spettacolo con le sue allieve, Paola mi contattò per commissionarmi gli orecchini "sfere" che avrebbe voluto che le ragazze indossassero sul palco e gli orecchini "ottone e ametista" che avrebbe indossato lei.


E le parole che Paola ha usato per spiegare la scelta di rivolgersi a me sono state un tuffo al mio cuore di "artigiana": "...preferisco di gran lunga - mi scrisse Paola - le cose fatte con il cuore piuttosto di quelle comprate in modo anonimo ed asettico!". Quali parole più belle, che toccano esattamente il senso del nostro fare?!


Purtroppo io e Paola abitiamo lontane, sicché non l'ho potuta nè conoscere di persona, nè ho potuto assistere allo spettacolo. Ma Paola mi ha inviato alcune foto, che qui vi mostro: lei è con il bellissimo abito bianco!


Grazie Paola e grazie ragazze: l'avventura emotiva e - non trovo il termine più adeguato, perciò passatemelo - "professionale" che mi avete regalato è stata una pietra miliare in questo mio percorso, non la scorderò mai!

Ciao a tutti

martedì 23 aprile 2013

Ametista - orecchini

Elegante, armoniosa, confortante, attraente... ci sono un sacco di aggettivi, credo, per definire l'ametista. Una pietra che mi è sempre piaciuta, sin da ragazzina quando ho incominciato a diventare matta per certi orecchini vagamente etnici d'argento e ametista. E non è nemmeno che ami particolarmente il viola: è proprio l'ametista, in sé, che mi attrae in maniera quasi ipnotica. E guarda caso, tra i primissimi acquisti fatti da quando ho incominciato a cimentarmi di perline c'è stato un filo di perle d'ametista da 6 millimetri.


Non le ho usate tutte, ne conservo gelosamente ancora poche. Gelosamente nel senso che le centellino, perchè è come se non trovassi mai una degna collocazione per così tanta bellezza. Forse anche perché nell'unire l'ametista al rame mi sembra sempre di toglierle un qualcosa, un po'  della sua magia: non è che i due, in fondo, si esaltino a vicenda. Proverò con l'ottone. E prima o poi forse, oltre all'abbinamento con il peridoto che ho già sperimentato con soddisfazione, anche quello con il quarzo citrino (che - leggevo - pare non essere altro che ametista surriscaldata).


Comunque, qualche tempo fa mi sono ritrovata fra le mani le ultime perline di ametista. Non ho potuto resistere e senza pensarci, in quattro e quattr'otto, è venuta fuori l'idea di questi orecchini, completamente realizzati a mano. Assolutamente nulla di particolare nella composizione, lo so.


Ma a mio vedere c'è qualcosa che li rende un pochino unici: la texture dei piccoli dischetti di rame che guizzano sotto la perla - lasciata libera di mostrarsi in tutta la sua bellezza -, i chiodini delle monachelle arrossati dalla fiamma che, così, chiudono il cerchio a livello cromatico, e tutto l'insieme contenuto a una dimensione davvero piccina e discreta.


Ciao a tutti!

lunedì 9 aprile 2012

Ritorno di (con) fiamma - orecchini

Eh sì, in attesa dell'ordine di rame dall'Inghilterra, non potendo rimanere ferma con le mani, mi sono arrangiata con il materiale rimasto. E allora, dopo che mi ha preso il matto con gli anelli, con relativo smodato consumo di filo di rame rivestito - vecchio e deludente acquisto dagli Stati Uniti e che, non piacendomi, l'ho allegramente usato per questi primi esperimenti di anelli - , non rimanendomi che del filo da 1,02 e 0,81... il possibile campo d'azione si è ristretto.
Fatto sta che, con questi diametri, mi è venuto in mente che potevo fare un tuffo nel passato, un vero ritorno alle origini, ma con rivisitazione: sì, proprio al modello dei miei primissimi orecchini realizzati interamente a mano (con rame, ametista e peridoto), ma con l'aggiunta di piccole varianti di lavorazione, imparate via via lungo questo mio cammino.
Ed ecco allora una maggiore forza nell'utilizzo del martello (ma soprattutto... il martello giusto!), lavorazione sulla superficie con il martello (...idem come da parentesi precedente...), chiodini a pallina realizzati da me, fiamma e successiva pulitura e lucidatura.
Buona giornata di festa a tutti!