...il nostro Pallino, figlio della fiamma, trovo che sia pieno di pesonalità! Da quando acquistai la mia piccola torcia, non ho più fatto a meno dei chiodini a pallina. Li trovo decorativi al massimo, che il pallino sia lasciato sferico oppure appiattito, piccino o bello cicciottello. E ci si può giocare anche con il colore, a seconda che si scelga di decapare e patinare, o a seconda del modo in cui lo si fa raffreddare passandolo direttamente dalla fiamma all'acqua. Insomma, io adoro i pallini! E in questi orecchini ho deciso di utilizzare il loro lato decorativo da solo, slegandolo dalla funzionalità.
Protagonisti della composizione, fan bella mostra di sé poggiati su due piccoli tondi di lamina di rame martellata e imbutita. Il risultato è insieme giocoso, un po' circense, riportato "alla serietà" dall'inserimento della classica perla di fiume.
Dicevo del pallino poggiato sulla lamina. Beh, non esattamente: il retro degli orecchini svela che l'aggettivo più adatto sarebbe stato "aggrappato".
Infine, ancora pallini, questa volta anche funzionali: decorano gli ami lunghi che ho scelto come gancio per le orecchie. Anch'essi rossi... eh già, così avvampati, mi spingerei a dire che sono fra i pallini che preferisco.
Ciao a tutti!
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domenica 16 novembre 2014
mercoledì 1 gennaio 2014
Stella marina
Una stellina marina, un ciondoletto per una semplice catenina di rame.
Sì certo, la forma va migliorata, ma mi sta simpatica questa stellina marina, perchè è la prima che ho realizzato, e non sono voluta intervenire sulla prima lavorazione per modellarne il profilo.
Tagliata e rifinita a mano, martellata, leggermente imbutita, patinata con solfuro potassio e ripulita.
Una stella marina come augurio di un buon anno nuovo.
Ciao a tutti!
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martedì 26 novembre 2013
Il tempo e le accelerazioni - bracciale pieni e vuoti
Ci sono dei momenti di stasi, o, meglio, di stasi apparente, in quanto, in realtà, meditativa e meditabonda. Delle fasi che definirei quasi digestive, di ciò che finora si è masticato e macinato e cercato di far davvero proprio. Dei momenti in cui tiro il freno a mano: e sono quelli in cui ho la convinzione e la voglia estrema di provare a salire di un piccolo gradino, sperimentando una nuova tecnica (etching - per dire, innanzitutto - o saldatura...), ma ancora non lo faccio, perchè non mi decido ad attrezzarmi del necessario, perchè sento di non aver ancora studiato abbastanza, o forse anche perchè il mio inconscio - che sa bene quanta energia io ci metta nel cercare più o meno sempre la perfezione massima di cui io possa essere capace in un determinato momento - mi protegge, bisbigliandomi che "no, questo non è il momento buono, hai già la testa così impegnata e persa in mille altre cose che l'energia mentale di cui necessiti non è ancora sufficiente". Sono passati tre anni da che mi diletto di lamine e fili metallici, e con questi momenti, oggi, ormai ho imparato a convivere. In questi momenti a volte capita, però, che anche l'ordinaria amministrazione, ciò che in qualche modo è dato per acquisito, resti lì fermo al balcone a guardare, finchè non interviene uno scossone, un'accelerazione che rimescola all'improvviso le carte e mi risveglia dal torpore. E così è andata con questo bracciale semirigido o bangle.
Il corpo del braccialetto è rimasto, e non scherzo, per mesi modellato, ma incompleto, sul mio tavolo da lavoro. Mesi in cui ho cercato e provato, ogni volta che mi ricapitava tra le mani, di terminarlo, provando una soluzione sempre diversa per chiuderlo.
Prima un filo, poi delle perle, poi una grossa perla al lume... poi un anello. Sì, l'anello mi è piaciuto subito: l'ho texturizzato a martello imprimendo le stesse linee già scelte anche per il corpo del bangle, e ho deciso che quell'elemento sarebbe rimasto. Ma il bracciale ancora completo non era.
Ed è allora che è arrivata l'accelerazione. Una gradita richiesta di braccialetti mi ha finalmente spinta, nel giro di due giorni, sia a completare questo bangle, sia a produrne altri tre. Al tondo vuoto dell'anello che avevo già scelto di posizionare, ho avvicinato un tondo pieno, texturizzato a contrasto. E poi ho patinato tutto con solfuro potassio e successiva ripulitura.
Ma quanto è lungo questo post, quanto ho scritto?! Si vede che sono sotto effetto febbre, eh? Grazie a quanti hanno avuto la forza di leggere fin qui, ciao a tutti!
domenica 27 ottobre 2013
Dal caos... - orecchini
A una settimana esatta dal suo compleanno, domani finalmente consegnerò questo pensierino a un'amica. E non è che lunedì scorso io non l'abbia vista eh? No, no, è soltanto che, come vi accennavo nel post precedente, in quest'ultimo periodo il tempo non mi è bastato mai, non tanto realmente (a impegnarsi, l'avrei anche forse trovato), quanto nella mia testa, soffocata da pensieri corrosivi di enegie positive.
Bene, ieri - dopo due giorni di gastrite - il tavolo da lavoro mi ha proprio chiamata a sé (gastrite catartica?). E dal caos della mia testa - perchè mi sono venute ottomila idee, che puntualmente non ho messo sulla carta, sicché non so cosa resterà di loro - e dal caos in cui avevo lasciato il tavolo, sono nati loro.
Dal caos del tavolo, perchè sono un insieme di pezzi che, separatamente, avevo rigirato fra le mani mille e mille volte. Le perle, provenienti da una vecchia collana: avrò provato non so quante volte a inserirle in bracciali, ma sono sempre rimaste lì. I tondini di rame con una piccola linea in fold forming e patinati con solfuro potassio: nati come parte di un paio di orecchini mai realizzati, montati e smontati con tutt'altre perle, varie volte, e finalmente, dopo una lieve imbutitura, utilizzati qui.
Loro, i piccoli tondini di rame, non sono belli perfetti e puliti. A forza di essere lavorati e rilavorati, lasciati e ripresi, hanno piccoli difetti sulla superficie. Ma per una volta sono riuscita ad abbandonare la "robe da gatti mania per la precisione" e li ho mantenuti così: i segnetti che portano sulla superficie mi sembrano aggiungere all'insieme un giusto aspetto "etnico".
A chiudere tutto, delle amate perline verdi, tanto amate quanto difficili da abbinare, e monachelle e chiodini a pallino realizzati a fiamma e lasciati rossicci, quasi vulcanici, senza pulitura in aceto e sale. Sempre più mi rendo conto che proprio così mi piacciono.
Ciao a tutti!
domenica 18 agosto 2013
Negozi, gazze ladre e orecchini... per me!
Ho finito la lamina di rame (ebbene sì!), ma soprattutto avevo urgente bisogno di un piccolo moschettone per chiudere il bracciale richiestomi da abbinare con gli orecchini "madreperla verde". In questo periodo, però, i negozi on line sono più o meno in ferie, e comunque io non sarei stata in grado, in quattro e quattr'otto, di organizzare un acquisto: ci metto un secolo a ogni ordinazione, ponderando bene qualità e articoli davvero necessari, per arrivare a un ordine mirato, "senza sprechi" e possibilmente senza spese di spedizione aggiuntive. Sicché ho deciso di andare in negozio, pur sapendo che anche un piccolo moschettone lo fanno pagare almeno tre volte di più che nei negozi on line.
Ed ecco che mi si è presentata la desolazione: l'unico negozio di perline e affini (scordarsi di fili e lamine di rame dalle mie parti...) che aveva aperto a Udine ha chiuso dopo pochi mesi. Al Brico ho trovato scaffali semivuoti e lamine di rame (da saldatore) che avrei comperato subito... ma non era rame cotto. E così ho puntato ai due negozi presenti a Trieste: uno l'ho trovato chiuso (non per ferie...), l'altro c'è ancora, sebbene da un anno abbia cambiato gestione.
Così, alla fine, missione moschettone riuscita! Ma mentre mi aggiravo tra gli espositori, il mio sguardo è cascato su una scatolina di perline d'un verde azzurro discretissimamente brillante che mi ha attirata come il canto delle sirene: non ho fatto in tempo a ragionare che la scatolina era già nelle mie mani. Nonostante il prezzo, e nonostante ogni ragionamento razionale (tipo: "Ma che me ne faccio poi? Mi potranno mai servire?). L'istinto un po' gazza ladresco che mi contraddistingue ha avuto la meglio sulla ragione e le perline sono arrivate a casa con me. Con esse mi sono immediatamente messa al lavoro per un piccolo paio di orecchini tutti per me.
Sono piccini piccini: i tondini di lamina imbutita risultano più piccoli di un'unghia, ricavati come sono da piccoli pezzi di scarto di lavorazione che erano rimasti sul mio tavolo da lavoro.
Le perline tentatrici sono piccolissimi mezzi cristalli verde acqua di circa 3 millimetri. Mi affascina il loro colore, molto molto adatto all'estate, e il loro brillare appena, se colpiti dalla luce.
Ho aggiunto chiodini a pallina realizzati a fiamma, perline di rame striate da 3 millimetri, monachelle ad amo con perlina incorporata. Per unire tutto, soltanto cappi semplici e niente nodini a orefice a me cari: avrebbero allungato troppo questi orecchini rispetto alla dimensione dei componenti con cui sono realizzati, disperdendo anche l'insieme di forme e colori.
Ciao a tutti!
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