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domenica 13 aprile 2014

Ottone e granato - orecchini

Non posso negare che lavorare su richiesta mi mette una certa ansia (perchè penso sempre di non riuscire a essere all'altezza), ma anche che, in realtà, mi aiuta molto: sia perché mi sprona a mettermi al tavolo da lavoro con l'idea di dover concludere, sia perché a volte dalle richieste nascono idee nuove a cui probabilmente non avrei mai pensato. Questa cosa è accaduta con gli orecchini ultimi nati (in realtà quelli che vi mostro qui in foto sono la seconda copia, perché i primi li ho realizzati e consegnati senza aver avuto il tempo di fotografarli).


Un'amica, volendo degli orecchini da abbinare a un bellissimo anello d'oro e granati che indossa, mi ha chiesto cosa ne pensassi del possibile inserimento del granato in una forma d'orecchino che fosse quella già sperimentata negli "ottone e ametista". L'idea mi è piaciuta subito! Trovo, infatti, che il color oro e il granato siano una coppia perfetta. E che il granato scaldi anche il colore un po' freddo dell'ottone, rendendolo più gradevole alla mia vista che, lo ammetto, difficilmente gradisce l'ottone.


Dopo una vana ricerca di granati sfaccettati, mi sono dovuta accontentare di granati lisci, da 6 millimetri. Attorno a perline piuttosto piccine, anche l'insieme è riuscito contenuto nella dimensione. Il che, se nella realizzazione complica un pochino le cose, nel risultato penso che regali quel qualche cosa in più: un pochino di ricercatezza e delicatezza che evita dimesioni ed effetti "chiassosi". I dischi sono tagliati e rifiniti a mano, martellati, anticati appena a fiamma e lucidati. I chiodini a pallina realizzati a fiamma sono passati per decapaggio in aceto e sale.


Ciao a tutti!

sabato 18 maggio 2013

Ottone e ametista - orecchini

Dell'ametista magnifica s'è già detto. E allora oggi vi dirò - o, meglio, mostrerò - dell'ametista con l'ottone. Un paio di orecchini nati prima sulla carta. Da un disegno che diceva che il contorno inferiore della perlina avrebbe idealmente chiuso il controno del cerchio di ottone.


Che il cerchio di ottone - tagliato, martellato, anticato e lucidato a mano - avrebbe rinunciato a un piccolo tondo della sua superficie per dare spazio all'ametista, in modo da lasciarla attraversare dalla luce.


Che un chiodino a pallina appiattita,  in un gioco di fome  rotonde, avrebbe dovuto giusto giusto uscire dal contorno ideale del disco e, muovendosi liberamente seguendo i guizzi dell'ametista, avrebbe diffuso, riflettendola, un po' di luce. Infine, che delle monachelle a pallina avrebbero retto gli orecchini.


Il disegno (lui...) era bello: il progetto mi piaceva e visto sulla carta aveva un suo perchè. Passare dalla carta ai fatti... è stato a tratti un po' complicato. Il risultato non è identico a quanto avrei sperato.


Un'ultima nota riguarda il filo d'ottone da 0.8, che ho finalmente trovato. Nella fiamma non ha trovato alcuna difficoltà a formare i pallini. Però i pallini non mi sono venuti belli tondi come con il rame. Vedremo le prossime volte.


Ciao a tutti!

domenica 5 maggio 2013

Ottone, rame e legno: ottorame - orecchini

All'insegna della variabilità, della serie che dal tempo in giù è tutta una catena. Ma andiamo con ordine. Giornata bellissima oggi, sole e caldo, ma vento. Vento che il più delle volte mi rende nervosa. Vento, quello di oggi, che parla di instabilità, e, infatti, già stasera si stanno addensando nuvoloni. Instabilità fuori e dentro di me: non ho combinato praticamente nulla oggi, e quando non combino nulla divento nervosa e irrequieta. Un umore che si è fatto sentire anche nel paio di orecchini che ho realizzato oggi, quando mi sono messa al tavolo da lavoro. E c'è da dire che lì, soltanto stando lì, mi sono calmata e ritrovata un pochino.


Dicevo, orecchini "instabili": sì, perchè l'idea iniziale era un'altra. Poi lavorando si è rivisto un po' tutto. La forma, che è completamente cambiata in itinere. L'aggiunta delle perline, la cui presenza era del tutto esclusa. Soltanto la texture dei cerchi di ottone, con questa punzonatura, era in programma, sebbene il risultato cui aspiravo era ben altro.


Volevo un ottone punzonato a puntini fitti e disposti con una certa regolarità che avevo in mente. Ma l'umore che mi assaliva - la benedetta instabilità - ha avuto la meglio e n'è venuta fuori una punzonatura nervosa e casuale. Ma stavolta, anziché rifare tutto - come sempre faccio quando qualche cosa non mi convince - ho pensato che in questi puntini c'era in fondo un po' di questa giornata.


Cerchi di ottone e rame - tagliati, texturizzati, anticati e lucidati a mano - uniti con rivetto di rame, volutamente grandicello per decorazione. Monachelle a pallino appiattito per richiamare la forma del rivetto e piccole perline in legno.


E mentre chiudo il post, ecco qualche primo gocciolone dal cielo. Ciao a tutti!

martedì 16 aprile 2013

Esperimenti d'ottone - orecchini

Finalmente anche l'ottone è giunto tra le mie mani. Eh sì, perchè questo nuovo (per me, s'intende) metallo mi stuzzicava da troppo tempo ormai. Due cose, in particolare, mi portavano sulla strada dell'ottone: il suo colore non eccessivamente dorato e la mia ansia da ossidazione. Cerco di spiegarmi meglio, ma intanto eccolo qui il mio primissimo ottone.


Il rame tende a ossidarsi molto facilmente, come l'argento, ma in maniera più veloce. Questa cosa non mi preoccupa per i pezzi che tengo per me (so come eventualmente intervenire - cosa per altro molto semplice -), ma mi disturba molto quando penso ai pezzi andati ad altre persone. Mi preoccupa che non venga capito il fatto dell'ossidazione, che non si abbia quel po' di cura che ci porta, ogni tanto, a dare una passatina per portare i pezzi a nuova vita, e l'ansia mi pervade al pensiero che l'ossidazione del rame venga presa, in definitiva, per una fregatura: della serie "ho preso un bidone". Da qui la fissa di voler vedere come si comporta, invece, l'ottone: se la naturale ossidazione del metallo sia più lenta rispetto a quella del rame.

Ho scelto degli orecchini semplicissimi per questo primo esperimento. Perline di agata (credo) recuperate da una vecchia collana e un tondino di ottone lavorato a mano: tagliato, martellato, ossidato a fiamma, lucidato e incurvato. Ottone anche per il filo che regge l'agata, ma non per gli ami. Eh già, perché non sono riuscita a trovare filo d'ottone 0,80. Sicchè ho utilizzato del vecchio filo di rame dorato rimasto da tempo in un angolo della mia cassettina. Giusto un primo esperimento facile facile da cui ho percepito che la faccenda dell'ossidazione a fiamma cambia rispetto al rame. Per l'ossidazione "al naturale"... vedremo col tempo.

Ciao a tutti!