Nell'ultimo anno, grazie a richieste, mi sono trovata il più delle volte al tavolo da lavoro per riprodurre pezzi già realizzati in passato. Il tempo che quest'anno sono riuscita a ritagliarmi per stare al tavolo da lavoro è stato davvero poco, un po' per effettiva mancanza di tempo, un po' perché quando sono troppo stressata o stanca a causa del lavoro, non c'è verso: non ho né la forza, né la testa "leggera"e libera di creare. E così i pezzi nuovi vengono sempre rimandati. Comunque, anche nel lavorare soltanto per commissione o nel riprodurre vecchi modelli non manca la soddisfazione. Innanzitutto, è ovvio, per l'arrivo delle richieste, e poi perché ripetere, ritengo, non è mai tempo sprecato.
Si consolidano nella memoria misure e disegni - che certe volte diventano quasi dei cavalli di battaglia -, si raffinano gesti, si sfida se stessi a migliorarsi sempre di più. A volte se un pezzo nuovo riesce bene può essere anche frutto di una buona dose di fortuna; ripeterlo diventa precisione e tecnica.
Ripetere pezzi mi fa poi capire - o assaporare - come ogni oggetto realizzato a mano sia davvero unico: ci sarà sempre una sfumatura di colore di anticatura diversa, una texture simile, ma non identica, un dettaglio riuscito meglio o, a volte, peggio della versione precedente.
E a volte capita anche di cambiare appena, volontariamente. Come in questo caso: è il terzo paio di "barchette folded" che realizzo. E sono le prime per le quali ho deciso - anziché di conservare le sfumature della cottura a fiamma - di decapare in aceto e sale e anticare successivamente con solfuro potassio.
Ma c'è anche un altra piccola novità. La barchetta ha una curvatura più tonda rispetto al primo paio di "barchette folded": in questo modo le perline vi si adagiano più comodamente. Inoltre, la curvatura più arrotondata mi ha fatto decidere di dare un briciolo di maggiore ampiezza anche all'archetto: trovo, così, l'insieme più armonioso.
Ciao a tutti!
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venerdì 26 dicembre 2014
venerdì 21 febbraio 2014
Bangle: richieste e scoperte
Un post veloce, un post per ringraziare una carissima ragazza che ha deciso di adottare tre dei miei braccialetti rigidi, o bangle, con doppio rivetto. Attualmente i bracciali sono in viaggio e spero che arrivino a destinazione quanto prima possibile e sani e salvi!
Rendo pubblico il ringraziamento perché non è, soltanto e ovviamente, per la richiesta che mi ha fatto. Il ringraziamento, infatti, vale anche per altri due motivi che ora vi illustro.
Il primo: siccome di bangle me ne ha domandati tre, io ho scoperto che mettere tre bangle insieme... sembra davvero il numero perfetto. Diventano "consistenti" e tintinnano al punto giusto!
Il secondo motivo è dovuto al fatto che la richiesta ha comportato l'inserimento di tre pietre completamente diverse fra loro. E così ho scoperto che l'unione di pietre anche molto differenti - in questo caso fluorite, onice e vetro d'un bianco lattiginoso - crea, in realtà, un'armonia e un'unicità contraddistinta da personalità davvero piacevoli.
Grazie mille carissima ragazza e amica!
lunedì 6 gennaio 2014
Barchette "folded" - orecchini
Acquistata finalmente la lamina adatta, ecco che qui in robe da gatti sono arrivate le prime "barchette in fold forming". Sì, ne parlo come se citassi un classico, perchè, in effetti, in rete vedo che più o meno chiunque si diletti di lamine e fili metallici non sfugge a questa lavorazione, a questo modello realizzato con la tecnica del fold forming.
Una lavorazione che, sto scoprendo, è intrigante più che mai. Perchè sentire la lamina che si deforma a seconda dei colpi di martello che si decide di imprimere è una cosa affascinante, rilassante, totalizzante.
Dicevo, dunque, prime barchette. I difetti ci sono eccome: c'è da lavorarci su ancora tanto. E ben due prototipi mi ci sono voluti per capire più o meno come mettere a punto questi primi orecchini. Intendo, ad esempio, come fissare il filo in cui sono infilate le perle, per dare stabilità massima al tutto, o come realizzare la chiusura.
Ecco, la chiusura: avrei voluto evitare il "ponticello" che unisce le due estremità e su cui si inserisce la monachella ad amo. Uno dei due prototipi di cui vi dicevo ha proprio una chiusura senza ponticello, che tuttavia non mi soddisfa ancora, devo trovare una soluzione migliore... Insomma, come appunto detto, c'è ancora molto da lavorare. Intanto, eccole indossate queste prime barchette a fold forming.
Ciao a tutti!
sabato 13 aprile 2013
Braccialetto azzurro
Post veloce - in pausa pulizie - giusto per dare un'aggiornatina al mio povero blog che langue (Aldina, hai ragione!) e per salutare la primavera che oggi sembra finalmente essersi presentata. Ho poche cosine nuove che attendono di essere pubblicate: tra molte altre cose da fare e il tempo capriccioso che c'è stato - che non mi ha aiutata in nemmeno uno che fosse uno scatto fotografico decente - il blog è qua fermo da un bel po'. Tutte foto grige, dicevo, anche quelle di questo braccialettino...
Ma le pubblico lo stesso, per le ragioni dette in premessa. Questo azzurrino, infatti, mi sembra adatto a questa giornata, prima giornata, di vera primavera.
Semplicissimo e realizzato con uno spesso filo di rame appiattito e anticato cui sono state avvolte le perline di vetro, con filo di rame sottilissimo. Si infila al polso di taglio e si assicura il tutto chiudendo il gancetto di sicurezza.
Ciao a tutti!
domenica 2 dicembre 2012
Verde diciotto - braccialetti
Doppio grazie alla deliziosa Antonietta. Eh sì, innanzitutto perché si è rivolta a me per un regalo da destinare a una fanciulla che compirà diciotto anni, e poi perché, grazie a lei, ho scoperto che i diciotto anni hanno anche un loro colore: il verde. Dunque, vi mostro le tre proposte, declinate rigorosamente in verde, che ho messo in cantiere.
Parto dal bracciale che più sento "mio". Completamente realizzato a mano: le perle di vetro verde sono unite da filo di rame brunito a fiamma e legato con nodini a orefice; negli occhielli dei nodini ho agganciato perline di vetro dai riflessi verde turchese, sorrette da chiodini a pallina realizzati con la fiamma. Il piccolo moschettone può agganciarsi a uno degli occhielli dei nodini a orefice finali, a seconda delle misura del polso. Forma e colori mi hanno fatto pensare ai Tuareg, i fieri "uomini blu" del deserto, e così ho chiamato il bracciale.
Seconda proposta, un bracciale con cordino cerato nella tecnica della straordinaria Chan Luu. Non poteva mancare il verde e allora ho utilizzato dei mezzi cristalli di un delicatissimo verdino menta e, per giocare coi colori e al contempo legarli tra di loro, ho scelto un filo azzurino, che addolcisse il marrone scuro creando un ponte con il verde delicato dei mezzi cristalli. La chiusura permette di ottenere tre diverse lunghezze a seconda del polso, passando il bottone in una delle tre diverse asole.
L'ultimo braccialetto è la versione in piccolo della collanina "menta" realizzata tanto tempo fa: piccole pietruzze di peridoto, pietra dura semipreziosa che per me ha sempre un fascino tutto particolare. Il bracciale è semplicissimo, ma questa piera è così bella che trovo non abbia bisogno d'altro.
Io non lo so se le proposte piaceranno e, di conseguenza, finiranno al polso della festeggiata. Nel frattempo posso dire di essere comunque felice, perché è un onore immenso e una gioia grandissima il solo fatto che qualcuno si rivolga a me, pensi alle cose che realizzo con le mie mani per fare un dono: un grande regalo per la sottoscritta.
Ciao a tutti!
domenica 4 novembre 2012
Foresta e mare - orecchini
Piove. Il cielo è grigissimo. Lo scirocco imperversa e mantiene le temperature ancora miti. Ebbene, con queste condizioni meteo (si è vista la luce oggi?) e una volta calata la sera, colta da raptus mi metto a fotografare accanto a una fioca luce artificiale e decido di pubblicare lo stesso... mica aspettare un raggio di sole (previsto, perlatro, non prima di martedì). Eccoli qui gli ultimi nati e che riesco finalmente, bene o male, a pubblicare.
Anch'essi, come le foto, frutto di raptus ripetuti: venerdì mi metto al tavolo da lavoro e realizzo un paio di orecchini che pure indosso. Ma sabato mattina già li disfo. Via le monachelle, via i cristalli: rimangono soltanto i tondini di rame. Che abbino a due perle di vetro verde (foresta). Ma poi arriva domenica e disfo tutto di nuovo per ricomporre con nuove monachelle, nuovi nodini a orefice e l'aggiunta di perline di vetro blu-turchese (mare).
Tutto il resto rame, lamina e filo, completamente lavorato a mano.
Ciao a tutti, buon resto di domenica e buona settimana... aspettando un po' di sole!
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